SCHEDA DEL FILM
INFORMAZIONI E SINOSSI

Titolo originale: IN A LONELY PLACE
Regia: DAVIDE MONTECCHI
Cast: Luigi Busignani, Lucrezia Frenquellucci, Barbara Sirotti
Durata: 01:35
Anno: 2017

In un albergo isolato e in disuso il fotografo Thomas ha convocato la modella Teresa per una serie di scatti. L'incontro andrà molto al di là trasformandosi in un rapporto tra due personalità tormentate in cui la violenza (presente e passata) avrà un suo ruolo non secondario. Davide Montecchi dirige il suo primo lungometraggio con una conoscenza assoluta non solo degli stilemi del cinema horror e della sua lunga storia ma anche con una capacità tecnica di altissimo livello. Ha a disposizione due attori come Busignani e Frenquellucci, dalla recitazione più strutturata il primo e altrettanto efficacemente più 'libera' la seconda, che gli consentono di utilizzare al meglio la propria visione della materia. Perché questo è un film disturbante, che vuole essere tale e che ci riesce fino in fondo mettendo in gioco voci, suoni, luci, spazio con la consapevolezza piena di ogni singola inquadratura. Montecchi guarda avanti (e fa bene) e ce lo comunica facendo recitare gli attori in inglese (Teresa ogni tanto pronuncia qualche parola in italiano per sottolineare l'origine del personaggio) sapendo che il suo film, come è già accaduto con la presenza ai festival, può varcare le frontiere patrie senza temere i confronti. Perché the lonely place qui non è solo, come si potrebbe interpretare banalizzando, il grande albergo con i suoi spazi che recano tracce di un passato ormai lontano e con la stanza con un numero preciso in cui Teresa si cambia d'abito (e il pensiero corre all'Overlook Hotel di kubrickiana memoria). Il luogo solitario sono la mente, la psiche e i sensi di colpa che permeano i due protagonisti, l'uno nelle vesti di portatore e procuratore di dolore e l'altra vittima ma a suo tempo anche carnefice. In un'epoca in cui l'OMS certifica che la prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l'omicidio da parte di persone conosciute il film finisce con l'assumere anche una valenza che va al di là del genere. Con questa considerazione non si sta comunque facendo spoiler perché Montecchi conduce lo spettatore nei meandri dei pensieri e delle reazioni dei suoi personaggi conservando sempre una struttura narrativa che volutamente confonde i piani senza mai mettere una parola fine condivisa. La valutazione complessiva è di attesa. Perché se questo è il livello dell'opera prima come potrà Montecchi fare di più e di diverso in seguito? Non sarà un'impresa facile.

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In un albergo isolato e in disuso il fotografo Thomas ha convocato la modella Teresa per una serie di scatti. L'incontro andrà molto al di là trasformandosi in un rapporto tra due personalità tormentate in cui la violenza (presente e passata) avrà un suo ruolo non secondario. Davide Montecchi dirige il suo primo lungometraggio con una conoscenza assoluta non solo degli stilemi del cinema horror e della sua lunga storia ma anche con una capacità tecnica di altissimo livello. Ha a disposizione due attori come Busignani e Frenquellucci, dalla recitazione più strutturata il primo e altrettanto efficacemente più 'libera' la seconda, che gli consentono di utilizzare al meglio la propria visione della materia. Perché questo è un film disturbante, che vuole essere tale e che ci riesce fino in fondo mettendo in gioco voci, suoni, luci, spazio con la consapevolezza piena di ogni singola inquadratura. Montecchi guarda avanti (e fa bene) e ce lo comunica facendo recitare gli attori in inglese (Teresa ogni tanto pronuncia qualche parola in italiano per sottolineare l'origine del personaggio) sapendo che il suo film, come è già accaduto con la presenza ai festival, può varcare le frontiere patrie senza temere i confronti. Perché the lonely place qui non è solo, come si potrebbe interpretare banalizzando, il grande albergo con i suoi spazi che recano tracce di un passato ormai lontano e con la stanza con un numero preciso in cui Teresa si cambia d'abito (e il pensiero corre all'Overlook Hotel di kubrickiana memoria). Il luogo solitario sono la mente, la psiche e i sensi di colpa che permeano i due protagonisti, l'uno nelle vesti di portatore e procuratore di dolore e l'altra vittima ma a suo tempo anche carnefice. In un'epoca in cui l'OMS certifica che la prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l'omicidio da parte di persone conosciute il film finisce con l'assumere anche una valenza che va al di là del genere. Con questa considerazione non si sta comunque facendo spoiler perché Montecchi conduce lo spettatore nei meandri dei pensieri e delle reazioni dei suoi personaggi conservando sempre una struttura narrativa che volutamente confonde i piani senza mai mettere una parola fine condivisa. La valutazione complessiva è di attesa. Perché se questo è il livello dell'opera prima come potrà Montecchi fare di più e di diverso in seguito? Non sarà un'impresa facile.